Una giovane donna e madre, poco più che ventenne, operaia tessile a Montemurlo, è morta sul luogo di lavoro a seguito di un incidente. Stava lavorando all’orditoio, non è noto cosa sia successo di preciso.
Ho detto a seguito di un incidente sul luogo di lavoro, ma sbaglio: non è un incidente, perché al lavoro non devono succedere queste cose, nessuno deve morire perché lavora.
Subito si son levate le strazianti voci, sindacati, esponenti politici e tante belle facce a ripetere lo stesso mantra che sempre si ripete. Ma che si assolve, si auto-assolve, scarica le responsabilità sulle istituzioni, gli enti, gli imprenditori, i controllori, i legislatori.
Ma è anche colpa nostra. Noi, che alti lai profferiamo quando queste cose succedono, ma nulla di concreto facciamo per incidere sulla politica se non litigare a ridosso delle elezioni, senza un’obiettivo vero e chiaro ma solo tante belle chiacchiere e parole. Noi di sinistra che dovremmo essere lì, come istituzioni enti imprenditori controllori legislatori ed invece preferiamo guardarci l’ombelico e tanto-è-colpa-degli-altri. Noi attivisti, sindacalisti, esponenti, movimentisti e tutti quelli che tanto non si può fare nulla.
Uno dei pochi interventi non banali è di Tommaso Fattori <<Anch’io porto una quota di responsabilità per non essere riuscito a far ripristinare il settore regionale ‘Prevenzione e Sicurezza sul lavoro’>>.
Il resto, un desolante coro, che la famiglia colpita da un tale grave lutto non merita.
Un abbraccio a tutti loro, con la consapevolezza di aver noi tutti derogato dal proprio dovere e l’impegno a far sì che queste cose non accadano più.
(Art. 1) L’Italia è una Repubblica Democratica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.