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La pace non è un’opzione!

Elezioni europee 8-9 giugno 2024

L’8 e il 9 giugno 2024 nel nostro paese si terranno le elezioni per il rinnovo del parlamento europeo, che interessano milioni di cittadini.

Molti partiti partecipano con l’obiettivo, dichiarato, di voler portare in Europa istanze per migliorare la vita dei cittadini, ridurre le diseguaglianze, tutelare i diritti civili, creare più occupazione, far crescere economia e benessere.

Molti programmi hanno obiettivi, dichiarati, assai condivisibili: tutelare la sanità pubblica e i beni comuni, l’ambiente, ridurre la tassazione o imporre una vera progressività, difendere la scuola pubblica e promuovere l’istruzione e la ricerca scientifica.

Ma un solo tema è fondamentale, una sola cosa non è un’opzione: la pace. Progresso, prosperità, benessere sono possibili solo se regna la pace. Non c’è futuro, non c’è giustizia, non ci sono democrazia e libertà senza pace.

Senza pace, non c’è nient’altro che la guerra. Non ci sono la sanità pubblica, la scuola, il lavoro, la giustizia sociale se c’è la guerra.

La guerra ci circonda, dobbiamo fermarla. La guerra in Europa, in Ucraina, in Donbass deve finire, non va alimentata. La guerra a Gaza deve finire. Adesso. L’impegno per fermare queste guerre, per fermare le altre guerre vicine e lontane dall’Europa, per evitare che si propaghino, deve essere serio e costante. Ma non si ferma la guerra con la guerra: Gino Strada ci ricordava che “la guerra è il cancro dell’umanità, ognuno deve cercare l’antidoto per debellarla, ma la violenza non è la medicina giusta: non cura la malattia ma uccide il paziente.”

A chi conviene la guerra: ai pochi che ci guadagnano. A chi serve la pace: a tutti noi.

Noi siamo il paese nato dalle ceneri del disastro del fascismo dopo la seconda guerra mondiale, paese che ha scritto nella sua Costituzione che l’Italia ripudia la guerra. Questa parola è stata scelta dai costituenti perché esprime insieme il rifiuto e la condanna della guerra.

Se vogliamo dare un segnale politico forte, è importante partecipare e votare. Possiamo fare la differenza indicando chiaramente che vogliamo la pace.

Puoi scegliere un partito o una lista che metta chiaramente, nel suo programma politico, la pace come requisito. Puoi decidere di dare la preferenza a un candidato che dichiari di impegnarsi fino in fondo per la pace e la non violenza. Puoi fare molte scelte, fra diversi programmi ed idee politiche, ci sono più opzioni. Ma solo una non è una scelta, non può essere una scelta.

La pace non è un’opzione.

Chiedi con forza la pace, vota per la pace.


Qui trovi il documento PDF del comunicato di RTiM

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Condividere, Cambiare, Costruire

Rete Toscana in Movimento organizza per il 31 gennaio 2024 alle 21.30  un incontro in video conferenza con movimenti, associazioni, comitati, cittadini e cittadine per dare concretezza alle idee che abbiamo in animo per contrastare la realtà politica che ci governa e che sta distruggendo l’impegno politico, sociale, culturale e civile che abbiamo costruito in decenni di impegno. 

Senza la diffusione della consapevolezza e della necessità di rianimare il senso civico e sociale in modo collettivo e reale, prima che questo paese e le collettività in cui viviamo, siano sovrastate dall’assuefazione alle guerre, al genocidio, alle ingiustizie, all’indifferenza, alle insopportabili disuguaglianze, alla mancanza di un lavoro dignitoso e retribuito, alla cura delle persone, alla cultura e all’istruzione dei nostri giovani e al loro futuro rischiamo l’implosione e una definitiva parcelluzzazione delle forze democratiche. 

Chi vorrà partecipare per dare la propria disponibilità a condividere un bisogno di cambiamento radicale, partendo dal rinnovo delle amministrazioni comunali del prossimo giugno, è pregato di confermare la partecipazione e chiedere il Link  all’indirizzo:  retetoscanainmovimento@gmail.com

Per ulteriori informazioni potete anche contattare il numero 3519009625 chiamando o inviando un messaggio.

Visita anche la nostra Pagina Facebook o la pagina dell’evento su FB

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Manifesto – Appello 2024

Nel prossimo anno 2024 anche in Toscana saranno rinnovati moltissimi Consigli Comunali ed eletti altrettanti Sindaci.

Da alcuni decenni, in particolare negli ultimi 5 anni, i cittadini e cittadine della Toscana hanno potuto toccare con mano inabilità, incompetenza, e mancanza di proposte innovative nell’interesse delle comunità. La mancanza di azioni concrete a fronte dei cambiamenti economici, ambientali e sociali hanno allontanato la maggior parte delle cittadine e cittadini dalla partecipazione attiva nella propria comunità. L’inconsistente ruolo dei consigli comunali, la personalizzazione della figura sindaco, ha creato un’autarchia sostanziale nella gestione della cosa pubblica.

Manca la partecipazione, il confronto, la trasparenza

Ciò che vogliamo promuovere è un nuovo modo di fare politica nelle istituzioni locali, far sì che al centro dell’attività politica vengano messe le esigenze di cittadini e cittadine.

Per queste ragioni RTiM lancia un appello per costruire fin da ora aggregazioni per presentare liste elettorali nei comuni, dove ciò sarà possibile, per rovesciare il modo di operare dei Consigli Comunali e in particolare della carica di Sindaco: non più amministratore delegato tuttofare, ma portavoce esecutivo di tutti i cittadini. Questo sarà possibile se cittadini e cittadine desiderosi di fare, associazioni, comitati, movimenti si uniranno per essere loro stessi Consiglieri e Sindaci senza intermediari, senza appoggi interessati, e per scegliere direttamente in trasparenza e disponibilità altruistica.

Alla base di un fronte comune dovrà esserci la condivisione di principi e obiettivi:

  1. La cura dei propri cittadini in tutte le fasi della loro età eliminando la solitudine, la precarietà, le difficoltà sociali, abitative, economiche.
  2. Implementare le necessità per i servizi dell’infanzia allungando le aperture giornaliere per l’intero anno, il tempo pieno nelle scuole elementari e medie, organizzando un servizio adeguato nei periodi estivi con esperienze continue in cultura, sport, conoscenze e collaborazioni sociali.
  3. La gestione del territorio improntata al consumo zero, al ripristino del territorio, alla tutela ambientale, alla salvaguardia del patrimonio forestale di cui all’artt. 9 e 41 della Costituzione.
  4. Promuovere la conoscenza dei cambiamenti climatici, proporre e sostenere interventi sulla rigenerazione energetica, la riqualificazione abitative, le comunità energetiche.
  5. Il Comune esempio della tutela del lavoro: no alle esternalizzazioni, no ad appalti truccati da sub-appalti.
  6. Gestione interamente pubblica dei servizi fondamentali: acqua, rifiuti, risorse energetiche.
  7. Gestione della raccolta, smaltimento e recupero dei rifiuti ricondotta alla competenza diretta dei Comuni, perseguendo la strategia “Zero rifiuti”.
  8. Promuovere e sostenere attività commerciali e artigianali, in particolare nei piccoli centri storici, in simbiosi ad altre attività turistiche, culturali e agricole. Cura e fruibilità del territorio con abbattimento di barriere architettoniche, percorsi pedonali e ciclabili prioritari per il movimento sociale, per gli spostamenti quotidiani per lavoro ed attività normali.
  9. Sostenere l’inclusione dei nuovi cittadini con la conoscenza e interscambio delle tradizioni.
  10. Il Comune megafono dei suoi cittadini nel rivendicare scelte Regionali nell’interesse generale riguardanti la Sanità Pubblica ospedaliera e territoriale, l’istruzione superiore, la ricerca e l’innovazione, il trasporto pubblico e la mobilità, le infrastrutture e la salvaguardia del territorio.

Fatti sentire, partecipa! #retetoscanainmovimento

Chiama 346-7231199 manda una email o contattaci dal sito.

VOTARE – IL VOTO DISGIUNTO

L’Associazione Rete Toscana in Movimento con il documento n° 4 vuole portare alla conoscenza di tutti e tutte, le modalità di voto possibili per renderlo efficace.

4-ELEZIONI REGIONALI 2025 – BREVE VEDEMECUM DELLE MODALITA’ DI VOTO
(e considerazioni sul “disastro” dei vari partiti)

A causa della legge elettorale maggioritaria che ha permesso una quindicennale appropriazione dell’amministrazione regionale da parte di una sola forza politica, il PD, gli elettori si troveranno davanti un‘ampia scheda elettorale.

La partecipazione alle elezioni può avvenire con una lista singola con relativo candidato presidente, oppure con più liste associate con un unico presidente. I seggi del consiglio sono 40 più il presidente della giunta.  Il candidato presidente, per essere eletto, deve superare il 40% dei voti validi. Se nessuno raggiunge questa percentuale, dopo quindici giorni viene effettuato un turno di ballottaggio fra i due candidati più votati.

La percentuale dei voti che prende il candidato presidente determina il numero in più dei consiglieri per garantire e/o blindare la maggioranza. In genere i voti del candidato presidente, anche presentando apposite “liste civetta”, sono maggiori dei voti della lista o della sommatoria delle liste della coalizione. I consiglieri della maggioranza possono variare da 23 a 26 a seconda delle percentuali dei voti delle liste e del presidente.

Un meccanismo farraginoso, pensato per fregare gli avversari e i cittadini. Di fatto, per garantire consiglieri alla maggioranza li si sottraggono agli altri partiti. Per chi avesse voglia di lambiccarsi il cervello, entrando in questo meccanismo assurdo, questo è il link: https://www.regione.toscana.it/documents/10180/1059524/SCHEDA+ILLUSTRATIVA+legge+51.pdf

Per dare un’idea, in cinquant’ anni l’astensione è progressivamente cresciuta in Toscana (e parecchio), come del resto in tutta Italia. L’affluenza è scesa in Toscana dal 95,9% del 1970 al 48,28% del 2015, dato più basso in assoluto di tutte le tornate elettorali, la prima volta con meno della metà degli elettori che si sono recati alle urne, dodici punti inferiore a quella del 2010. QUANDO SI DICE DI VOLER FAVORIRE LA PARTECIPAZIONE!  Andrebbe detto più verosimilmente OSTACOLARLA.

Veniamo all’oggi, elezioni 2025. Diversamente dalle due precedenti tornate elettorali, quest’anno possiamo dire di assistere al definitivo “disastro” dei vari partiti, che hanno dato spazio alle usuali alleanze di vertice senza percorsi partecipati. Abbiamo una coalizione approssimativamente definibile di centro-sinistra, composta da PD, AVS + M5S e Casa Riformista, una di centro-destra che nemmeno consideriamo, e la lista Toscana Rossa sostenuta da RC, P a P, Possibile che ha di fronte uno “scalone” del 5% per accedere alla ripartizione dei consiglieri.

Il candidato forte, proveniente dal PD, partito egemone in Toscana, è il presidente uscente Eugenio Giani, capace nel gestire il consenso ma incapace di dare alla nostra regione una fisionomia compatibile con la sua storia. È andato ben oltre le promesse mai realizzate! Esponente del renzismo al 100%, nei 5 anni in cui ha governato si è distinto per la vicenda dell’improprio smaltimento dei rifiuti KEU, la proposta dell’ampliamento di Peretola, ha acconsentito alla quotazione in borsa dei servizi, partendo dall’acqua pubblica, ha fatto approvare una legge infame sul taglio dei boschi, ovviamente bocciata dalla Corte Costituzionale, ha approvato il gassificatore a Piombino, privatizzato la raccolta della NU (non riciclabile), differenziandone la privatizzazione, ha appaltato i trasporti ad una società francese, è stato silente ed esecutore di tutte le scelte del duo Draghi/Meloni in politica economica ed estera, negando un vero supporto ai lavoratori della ex GKN. Per tacere dell’impoverimento e smantellamento della (ormai ex) eccellente sanità toscana.

Si è impegnato pure a salvaguardare la sua poltrona sostenuto dai sindaci compiacenti. Per quale politica? Quella vecchio stampo dei cammellamenti e degli accordi sottobanco, non certo di un vero campo progressista. Possibile che Giani vada bene per tutte le stagioni?

Gli obiettivi del programma del M5S in 23 punti non sono male se venissero attuati, ma dobbiamo dire di essere rimasti molto delusi dall’accordo con il PD, frutto evidente di una “spinta” avvenuta da Roma. Anche AVS rappresenta una opzione vicina alle nostre idee (sempre però in “orbita” centrosinistra), anche se dal punto di vista programmatico siamo più vicini alla lista Toscana Rossa. Da una parte, l’alleanza con il PD “riformista” e dall’altra l’enorme difficoltà del raggiungimento del quorum del 5% rende difficile una scelta.

Comunque siamo convinti che la partecipazione al voto sia fondamentale, ed esiste un sistema che possiamo usare per far sentire la nostra voce, nel desolante panorama di queste elezioni regionali: votare la sinistra o il centro-sinistra ma cercare di limitare il partito egemone (PD) e la lista renziana, così che non sia autosufficiente in Consiglio Regionale, utilizzando se necessario il voto disgiunto. Quest’ultima possibilità permette di votare una lista ed un candidato presidente non facente parte della stessa coalizione

Basta ricordarsi sempre di votare almeno una lista, quella che preferiamo fra quelle di sinistra, ed eventualmente un candidato presidente non collegato, o la sola lista.

Alcuni esempi:

– voto alla lista del M5S e il candidato presidente della lista Toscana Rossa: in tal caso rafforzo la lista del M5S, ma non il candidato presidente Giani collegato, e do forza alla candidata presidente Antonella Bundu;

– voto alla lista Toscana Rossa, senza esprimere il voto al presidente, che va automaticamente a Bundu;

– voto alla lista AVS, senza esprimere il voto al presidente che va automaticamente a Giani ma non al PD o ai sedicenti “riformisti”.

Non ci esprimiamo certo in favore di voto a liste di centro-destra: pur mantenendo intatte le critiche a Giani e al partito egemone, pur rammaricandoci ancora del mancato percorso partecipativo che ha portato a Toscana Rossa, uno spostamento ancora più a destra del PD ci sembra assolutamente da evitare.

RTiM  28/9/2025

PARTECIPARE PER CONTARE

Come Associazione RTiM ci siamo posti il problema di come poter comunicare in modo semplice la complessità del rapporto fra il vivere di tutti giorni e interessarsi delle cose che ci circondano, dal lavoro, la casa, i figli, la scuola, la salute, ecc. dalla cui organizzazione dipende la nostra qualità della vita. L’art. 3 della Costituzione garantisce la partecipazione a questa organizzazione.

SE NON PARTECIPIAMO, altri lo faranno, ma senza ciascuno di noi.

Abbiamo suddiviso il tutto in 4 articoli post. QUESTO È IL PRIMO.

1°-LA PARTECIPAZIONE – LA CONOSCENZA DEI NUMERI, VISTA DA SINISTRA. 

Siamo prossimi alle elezioni regionali della Toscana, previste per il 12 e 13 ottobre prossimo. Gli schieramenti elettorali sono già fatti, ma colgono le aspettative dei cittadini e cittadine elettori ed elettrici? Stando ai numeri reali della partecipazione a cui sono chiamati gli elettori ed elettrici per i vari livelli istituzionali, Parlamento, Regioni, Enti Locali, negli ultimi anni direi che non ci siamo proprio. Chi dovrebbe votare vede solo tatticismi, personalizzazione, interessi stretti al proprio sistema di potere elettorale.   MA È STATO SEMPRE COSÌ?

Un breve confronto fra il prima e il dopo.

Dal 1945, data delle prime elezioni, a cui parteciparono le donne al voto per la prima volta, per la scelta fra monarchia/Repubblica, la partecipazione è sempre stata al 90%, decimale più o meno, nel 1987 fu l’88,83 % e nel 1992, 87,35 %, ultimo anno con elezioni con il sistema proporzionale puro.

Le elezioni del 1992 furono le prime elezione dopo il cambio del nome del PCI, e non solo del nome, in PDS, dove raccolse il 16,11% ovvero circa il 40% in meno di voti delle precedenti del 1987, dove ottenne il 26.58%. Evidente che in tal caso la scelta del 1989 non fu condivisa da una larga fascia di elettori del PCI.       

Nel corso dell’anno 1992 fu approvata la legge elettorale Mattarellum, dal relatore Sergio Mattarella, improntata ad un sistema maggioritario per il 75 % degli eletti, il restante 25% in proporzionale. La legge Mattarellum entro un vigore nel 1993. Alle elezioni del 1994 la partecipazione scese all’86%. Da allora la percentuale è costantemente diminuita, fino a raggiugere il 63% nel 2022.

Per avere una idea più chiara del cambiamento reale che ha determinato la disaffezione dei cittadini alle elezioni e alla politica, basta confrontare i seguenti dati (gli anni di riferimento sono casuali e non cambiano la sostanza della questione):

Elezioni politiche 1983. Le liste in competizione furono 34. Furono eletti in parlamento 13 raggruppamenti politici, ciascuno con i suoi parlamentari in proporzione ai voti raccolti.

Il tredicesimo partito raccolse 28.190 voti ed ebbe 1 parlamentare eletto.

Elezioni Politiche 1994 con la legge elettorale Mattarellum. Liste presentate 58. Le liste che non avevano raggiunto il 4% furono immediatamente eliminate. Tra le cinque liste fatte fuori, l’ultima, ovvero la quinta, aveva ottenuto l’1,18% e raccolto 406.114 voti. In totale le 5 liste escluse rappresentavano 4.425.935 elettori. (importante far presente che le due forze politiche del governo attuale, Lega + Forza Italia, nel 2022 hanno ottenuto 4.749.584 voti INSIEME). Le altre quattro liste, che con il sistema proporzionale avrebbero potute avere dei parlamentari, avevano preso oltre 1 milione di voti.  Quindi nel 1994 in parlamento entrarono 7 raggruppamenti, di cui il settimo aveva raggiunto 1.811.814 voti.  Esclusi ben 51 partiti.

Questa legge elettorale Mattarellum, considerata ancora troppo a maglie larghe, è stata poi sostituita ad uso e consumo della coalizione di turno, per raggiungere i propri interessi o quelli coincidenti con i loro prossimi alleati. Ecco come siamo giunti al fatto che un grande paese può essere governato da una minoranza che rappresenta il 26% del corpo elettorale e quindi dei propri cittadini. Le politiche e le risorse di tutti per soddisfare il calcolo politico di una parte sociale che garantisca il proprio sostegno elettorale.   Nelle elezioni del 1987 la DC aveva raccolto 13.233.620, il 34%, il PCI, voti 10.250.644 con il 26%, il PSI voti 5.501.696 con il 14%.

NEL PARLAMENTO nel 1987 erano rappresentati in soli 8 partiti 35.792.896 elettori   su un totale di 45.692.417.    

NEL PARLAMENTO ATTUALE in totale sono rappresentati 14.728.031 elettori su un totale di 46.021.956.  

Il quadro vi è chiaro? e possiamo “urlare agli altri che…noi siamo una democrazia!!!

Nel 2001 da parte del governo di sinistra (sic!) viene modificato il Titolo V della Costituzione, con la conseguente modifica dell’assetto istituzionale per Regioni e Comuni, da cui sono scaturite delle leggi elettorali “antipartecipazione”.  

Infatti, le percentuali con cui sono eletti i Consigli Comunali e i Sindaci, i consigli regionali e i presidenti di regione Regioni sono semplicemente ridicole fino a sfiorare, in alcuni casi, il 20/25%. Queste cariche istituzionali sono sempre più remunerate e personalizzate. Gli interessi generali dei cittadini e della comunità sono passati in secondo piano rispetto alla creazione e mantenimento del consenso elettorale. Grandi promesse, tante parole, poi…al diavolo il consenso sociale. Meglio guardare al consenso elettorale.

Di fronte a questa drammatica deriva rispetto al dettato Costituzionale,  in cui il potere è del popolo, basato sulla partecipazione, sull’etica, sulla moralità, sulla mediazione fra i diversi interessi economici e sociali, ci troviamo al forzato e giustificato disinteresse verso la politica e verso i partiti, alla disgregazione sociale, al lavoro precario, all’ ingiustizia tributaria, alla privatizzazione di tutti i rami fondamentali delle attività economiche, alla  finanziarizzazione di tutti i servizi che dovrebbero vivere solo in solidarietà condivisa fra tutti.

Divide et ìmpera, la locuzione latina, è attuale nei tempi moderni dello sfruttamento, della colonizzazione, dell’oppressione dei popoli insieme alla moderna innovazione di creare un nemico per imporre agli altri, popoli e nazioni, la necessità della difesa di fronte al malvagio, all’orso di ghiaccio, ai visi gialli, alla faccia nera, ai capelli ricci, alle altre culture.

Come smontare questa cupola massonica, sionista, imperialista, se non unire le forze di tutti, per una diversa prospettiva possibile, attuando la nostra Costituzione. Parlare con le persone, contrastare una comunicazione eversiva, bugiarda, disgregatrice, prospettare un modo diverso di agire e gestire. Raccontare per far capire che occorre più democrazia, regole semplici, democratiche, comprensibili e attuabili rifacendosi ai bisogni elementari di tutti.

Immagine che contiene testo, Elementi grafici, grafica, Carattere

Il contenuto generato dall'IA potrebbe non essere corretto. RTiM 28/9/2025

              m. p.

GLI ACCORDI SONO SERI ?

L’Associazione RTiM consegna a tutti le sue considerazioni su un altro aspetto importante con il documento n°3. Gli accordi che sulla carta legano le coalizioni, ma………….

3-ELEZIONI REGIONALI 2025 – Gli accordi e disaccordi del M5S

La Toscana è sempre stata eterodiretta dal PD con una legge elettorale del 2004, fatta su misura per sé, non per i cittadini della Toscana. Modificata poi nel 2014 per renderla ancora più aderente alle proprie esigenze e alle liste civetta di appoggio. Nella legislazione 2015/2020 fu presentata una proposta di legge elettorale che riconduceva alla partecipazione degli elettori, ma il “partito democratico” di nome e non di fatto, manco la prese in considerazione. Così ci troviamo una legge elettorale che è stata propedeutica alla legge elettorale chiamata “rosatellum” in memoria del suo presentatore Rosato (Margherita, Italia Viva e Azione).  

La legge Toscana è improntata al maggioritario spinto, che limita la partecipazione dei cittadini rispetto a quanto previsto dall’art. 11 della Costituzione, in quanto rende complicatissimo rispettare le azioni burocratiche di presentazione delle liste per i gruppi più piccoli e senza disponibilità finanziarie (difficoltà non previste per chi occupava già le poltrone negli organismi da eleggere), rendendo anche molto difficoltoso il superamento del quorum per le liste singole.

Il panorama che si presenta agli elettori induce a riflessioni negative per questo sistema elettorale, rendendoli inconsapevoli che per cambiare sistema e contenuti programmatici è e sarà necessario trovare convergenze di interessi comuni da parte di partiti, associazioni e movimenti, che hanno la finalità di salvaguardare l’interesse generale di tutti e tutte in senso progressista, etico, trasparente e partecipato.

Il momento che attraversiamo in Europa è tragico. Per la guerra Nato/Ucraina-Russia, promossa dagli USA tramite gli ucraini, sia per i macro-danni economici e sociali per l’Europa stessa si è procurata dal ritorno boomerang dei 18 gruppi di sanzioni comminate alla Russia, aggravate dal Presidente Trump con i dazi e altri obblighi costosi oltre la militarizzazione.

Il genocidio perpetrato da Israele in Palestina e Gaza, di fatto avallato e sostenuto, avrebbe consigliato altre valutazioni, altre azioni.

La solita lista di sinistra dell’ultima ora, Toscana Rossa, rievoca la sorte delle precedenti esperienze (Unione Popolare, SI Toscana a sinistra, Toscana a Sinistra). Si è rinunciato a dare forza al potenziale espresso nell’ultima tornata delle elezioni europee, anche con Pace Terra e Dignità. La stessa R.C. Toscana ha preso posizioni contrarie alla tesi vincente approvata al congresso nazionale di operare nell’ottica di un’area progressista. Un potenziale gruppo politico di un 18/20% di base.

                                                      Sbagliare è lecito, perseverare è diabolico.        

Il M5S non ha ancora metabolizzato la posizione progressista, scaturita dall’Assemblea costituente del novembre 2024, non dando un reale seguito alle decisioni assunte.  Non può certo ritenersi autosufficiente, soprattutto se rinuncia all’ambizione di fare da aggregatore dell’ampio movimento partitico e civico della sinistra radicale.

La scadenza del 2027 non è lontana. Dobbiamo anticipare l’inizio di un dibattito per uscire da quest’ aria inquinata di isolazionismo, di neofascismo che ci sta facendo soffrire, a fronte del ribaltamento dei valori ideali, culturali, di pacifismo neutrale che dovrebbe essere espressione dello spirito europeo, ancor più di fronte alle barbarie del genocidio della Palestina e Gaza.

Visto l’aria irrespirabile, CI SONO TUTTI I MOTIVI PER CHIEDERE LE DIMISSIONI DEL GOVERNO, CHE NON RAPPRESENTA IL PAESE REALE.    ORA!!!                      

RTiM  28/9/2025

GLI SPEZZATINI A SINISTRA

L’ Associazione RTiM, sempre per stimolare delle semplici riflessioni affronta con il secondo Post il difficile rapporto fra individualità e coalizioni, partendo dalle Elezioni Regionali 2025, ma con la prospettiva delle Elezioni Politiche del 2027.

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2°-Le bandierine da sole non contano.  Chi e come farsi carico di unire?

L’art. 1 e l’art. 48 della Costituzione stabiliscono che la “sovranità appartiene popolo” che la esercita con “il voto che è personale ed eguale, libero e segreto.”

Per garantire le disposizioni, ma soprattutto lo spirito della Costituzione, i legislatori e padri della Costituzione, adottarono come sistema elettorale il “proporzionale puro”.

Unica modalità per garantire a tutti i cittadini e cittadine lo stesso valore e peso del voto, il diritto   di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale, di cui agli artt.48 e 49.

Il sistema parlamentare della nostra Repubblica ha garantito una larga partecipazione di cittadini e cittadine organizzati per attuare lo spirito della Costituzione, ovvero trovare la più alta mediazione nell’attuazione dei principi Costituzionali salvaguardando l’unità Repubblicana fra tutte le componenti sociali.

La complessità storica seguita alla Seconda guerra mondiale, sul piano interno, e in particolare sul piano internazionale, ha reso possibile una crescita economica e sociale elevata e la realizzazione di riforme importanti. Dall’ unificazione della scuola dell’obbligo gratuita, lo Statuto dei lavoratori, il Servizio Sanitario Nazionale, la Progressività Fiscale e molte altre, animando complessivamente una cultura della solidarietà, della pace, del mutuo soccorso, delle associazioni sportive e culturali. Una società regolata dal principio sostanziale dell’uguaglianza.

Parte di queste regole fondamentali sono cambiate sotto spinte esterne e sostenute da gruppi lobbistici, gruppi finanziari internazionali, odiosi, egocentrici e soprattutto invasi dalla brama di un potere sempre più ampio, con lo scopo di sfruttare il lavoro a discapito delle condizioni di vita dei cittadini.

Dagli anni 1990 sono stati promossi valori regressivi, il denaro facile, l’individualismo sfrenato, la compressione della partecipazione e dei diritti, la personalizzazione della politica, l’occupazione delle istituzioni, la creazione di sovrastrutture esterne e fuori dal controllo democratico, per il controllo clientelare/elettorale, la privatizzazione di parti importanti dell’economia e dei servizi, la comunicazione asservita, lo svuotamento politico delle assemblee elettive, l’eliminazione di ogni forma di partecipazione reale dei cittadini nelle scelte politiche importanti. Dalle circoscrizioni, ai consigli di quartiere, siamo passati allo svuotamento delle Assemblee elettive, alla nullità delle Province, alle Città metropolitane con il conseguente e forte accentramento decisionale.    

Tutto questo grazie a leggi elettorali incompatibili con la democrazia e l’impostazione repubblicana della Costituzione.

IL SISTEMA MAGGIORITARIO, IL PREMIO DI MAGGIORANZA, L’ANNIENTAMENTO DELLE MINORANZE TRAMITE I QUORUM IMPOSSIBILI, LE REGOLE DI PARTECIPAZIONE ALLE COMPETIZIONI ELETTORALI CHE RENDONO COMPLICATO L’ASSOLVIMENTO BUROCRATICO PER I MOVIMENTI MENO ORGANIZZATI E GARANTITI, HANNO FATTO SÌ CHE COMUNI E REGIONI SIANO DIVENTATI DEGLI PSEODO-PROTETTORATI, GOVERNATI DA SODALIZI POLITICO ECONOMICI.

La disgregazione sociale, la decadenza valoriale e il senso civico, lo svilimento dei rapporti interpersonali, il senso dell’unità nazionale e patriottica sono venuti meno. Ciò ha spinto cittadini e cittadine alla costituzione di tantissime associazioni per problematiche settoriali, alla nascita di piccoli partiti e movimenti che, insieme ai resti del passato non incidono se non raramente e parzialmente alla salvaguardia degli interessi sociali.

I partiti e movimenti politici con finalità progressiste, restano relegati alle proprie certezze come uniche e possibili e incontaminabili.

Il vizio della sinistra di dividersi vuole essere una dimostrazione di libertà?  Forse c’è un equivoco, fra libertà di fare politica e la necessità dei numeri per poter governare. 

La politica deve adattarsi alle varie situazioni, altrimenti si crea immobilismo.

OGGI DOBBIAMO PRENDERE ATTO CHE PER ROVESCIARE IL POTERE COSTITUITO, COSÌ COM’È, L’UNICA POSSIBILITÀ È SCONFIGGERLO SUL TERRENO DELLE REGOLE CHE HA INTRODOTTO PER TUTELARSI.

Deve essere convinzione di tutte le componenti la necessità oggettiva di trovare punti comuni di lotta politica, senza rinunciare ai propri ideali e sentimenti.

Abbiamo già detto che la società è frammentata e disattivata dal ruolo che la Costituzione ha assegnato a ogni individuo uomo e donna. Viene mossa dalla strategia COMUNICATIVA delle classi dominanti ormai a livello mondiale ed Europeo. L’Agenzia Americana USAID (United States Agency for International Development), nata con lo scopo di contrastare l’influenza dell’Unione Sovietica nel 1961, andata avanti fino al 2025 quando Trump l’ha chiusa per risparmiare circa 60 miliardi anno e licenziare 2000 dipendenti per controllare una ramificazione in tutto il mondo con migliaia di ONG nei vari settori e…nell’informazione stampata, social e TV.

L’Europa in modo spudorato ogni anno finanzia con milioni di € giornali europei e italiani per veicolare tramite l’informazione fake news, creare il nemico, in modo da far credere fatti e avvenimenti non veri e giustificare il riarmo e il genocidio di Gaza.

Anche questo ha contribuito a far si che il 50% dei cittadini non si occupino più di politica, e ne siano disgustati e sfiduciati consentendo così governi minoritari rispetto agli elettori totali. 

Nessun partito da solo può pensare di ribaltare questa consolidata situazione. Non lo può fare il Partito Democratico, né il Movimento 5 Stelle, e nemmeno AVS, meno ancora Rifondazione Comunista, o la quindicina di partitini che si rifanno al comunismo.

Riteniamo che sia necessario che i partiti del campo progressista si facciano carico l’un l’altro di ricercare contatti con i vari gruppi e aggregazioni sociali.

Questo sarà possibile se tutte le realtà politiche, uscendo dai loro ambiti, sentiranno la necessità e capiranno la convenienza di cercarsi, di offrire agli altri dei punti comuni, senza nessuna condizione di vincolo o preclusione.

Sarà il confronto non occasionale su un blocco di valori comuni, obbligatori per tutti, lasciando da parte gli aspetti divisivi, a determinare finalità e percorsi per raggiungere gli obiettivi, una condivisione durevole per acquisire credibilità da parte dei cittadini e cittadine ora assenti.

Fiducia nei cittadini/e, credibilità, etica, morale, valori, vanno di pari passo con il consenso.

PROSPETTARE UN RITORNO ALLA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE PARTENDO DALLA LEGGE ELETTORALE PROPORZIONALE NEL SEGNO E CON IL CUORE GIÀ INSERITO NELLE NORME DELLA COSTITUZIONE.

         RTiM  28/9/2025

                      m. p.

SienaEnergie incontra il Collettivo di Fabbrica ex-GKN

Destinazione Sole
CONVERSIONE & RICONVERSIONE
Per il lavoro e la sostenibilità energetica
Esperienze a confronto e in collaborazione
La CER SIENANERGIE incontra il Collettivo di Fabbrica della GKN

ASSEMBLEA PUBBLICA
Sala della Parrocchia di San Miniato, Piazza Togliatti – Siena
Mercoledì 24 settembre 2025, ore 21.30

Con la promozione dell’Associazione Rete Toscana in Movimento, la Comunità Energetica
Rinnovabile Sienaenergie incontra i rappresentanti del Collettivo di Fabbrica della ex-GKN di
Campi Bisenzio nel quadro del comune impegno per la conversione ecologica verso le energie
rinnovabili e in particolare verso lo sviluppo dell’energia solare.

L’incontro riveste un particolare valore sociale, per la dura instancabile della lotta dei lavoratori
della ex-GKN
, iniziata il 9 luglio 2021, allorché, senza nessun preavviso i quasi 500 lavoratori della multinazionale GKN, senza spiegazioni vengono licenziati.

Sono passati 4 anni e più, i lavoratori anche se in numero ridotto, hanno continuato a lottare per
poter continuare a lavorare. La fortissima solidarietà che il Collettivo è riuscito a sollecitare e
mantenere ha portato al progetto reale di fattibilità di riconversione dello stabilimento, in una
prospettiva di lavoro e di sviluppo alternativo alla deindustrializzazione e alla speculazione
immobiliare.

Se pur con grave ritardo e con lo sciopero della fame del collettivo, il Consiglio Regionale della
Toscana ha approvato nel dicembre del 2024 la legge per la costituzione di “consorzi di sviluppo
industriale”. Le legge Regionale ha consentito “la costituzione del Consorzio per lo sviluppo della Piana” con la partecipazione della Regione, la Città metropolitana di Firenze, i comuni di Campi Bisenzio e Calenzano.

Il Consorzio si è formalmente costituito alla fine di luglio 2025 ed è operativo per raggiungere l’obiettivo di mettere a disposizione lo stabilimento per la produzione di cargo-bike, pannelli fotovoltaici, batterie riutilizzabili, montaggio panelli, recupero pannelli esauriti ed altro. Da qui l’interesse di Sienaenergie verso questa prospettiva che accomuna dunque le due realtà e per una vertenza, nella quale sono state coinvolte tanta parte della società fiorentina e toscane e tutte le istituzioni locali e regionali che ora hanno aperto alla possibilità di una reindustrializzazione, con un protagonismo molto forte dei lavoratori e delle istituzioni stesse verso una industrializzazione di sviluppo delle fonti rinnovabili.


SienaEnergie
Collettivo di Fabbrica della ex-GKN

Per informazioni info@sienaenergie.it – 340.6548193

LE COMUNITA’ ENERGETICHE – CER

Versione testuale

Pistoia, 25 gennaio 2025. In occasione dell’annuale Assemblea sono state esaminate varie questioni politiche e sociali. Una tematica su cui è stata posta molta attenzione, sia per i risvolti economici sia in considerazione dell’attuale crisi energetica è la risposta che cittadini e cittadine possono autonomamente dare con la propria diretta partecipazione, tramite le Comunità Energetiche Rinnovabili.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER), ideate per contribuire all’attenuazione della crisi climatica e ambientale e favorire l’autoconsumo di energia, assumono oggi una molteplice rilevanza. Una risposta alla crisi climatica stessa, ma anche una risposta politica e sociale che, dal basso e senza intermediari, possa attenuare i costi energetici sempre in aumento a causa della speculazione finanziaria internazionale, per aiutare le famiglie anche sul piano economico mediante il contenimento dei costi del gas ed elettrici. Le CER possono essere inoltre un motore imprenditoriale potente, in un settore in continua evoluzione tecnologica, e le politiche dell’attuale governo di centrodestra non ne aiutano certo lo sviluppo, per salvaguardare invece gli interessi di aziende che offrono servizi analoghi o che sono legate all’industria dei combustibili fossili.

Vi è anche una forte valenza politica: gli interessi capitalistici dell’occidente a guida USA e le conseguenti scellerate scelte dell’EU, l’invasione dell’Ucraina e il sacrificio della sua popolazione, la co-provocazione della NATO alla Russia, hanno provocato la destabilizzazione degli approvvigionamenti energetici, in particolare di gas, per tutte le nazioni europee al solo vantaggio degli Stati Uniti che ora li forniscono ad un prezzo cinque volte più elevato rispetto al passato. Le conseguenze che ne sono derivate per tutta l’Unione sono una inarrestabile crisi economica e sociale, una decrescita industriale che dura ormai da tre anni e che vede l’Italia particolarmente colpita, oltre al sacrificio imposto alle famiglie italiane con un costo energetico in salita.

Le Comunità Energetiche Rinnovabili (CER) stanno diventando sempre più popolari come risposta alternativa al predominio delle grandi aziende nel settore energetico. Queste comunità, composte da cittadini, cooperative o associazioni locali, aziende, enti pubblici, si impegnano a produrre e consumare energia rinnovabile in modo sostenibile e condiviso.

Una delle principali motivazioni dietro la formazione delle CER è la volontà di ridurre l’impatto ambientale causato dalla produzione di energia tradizionale, come il carbone, e il petrolio, il gas naturale. Queste comunità puntano a utilizzare fonti energetiche pulite e rinnovabili, come il sole, il vento e l’acqua, per ridurre le emissioni di gas serra e contribuire alla lotta contro il cambiamento climatico.

Inoltre, le CER offrono numerosi vantaggi economici e sociali. Innanzitutto, permettono ai partecipanti di risparmiare sui costi energetici, in quanto spesso la produzione di energia rinnovabile è meno costosa rispetto a quella tradizionale. Inoltre, le comunità energetiche creano posti di lavoro locali e stimolano l’economia delle aree in cui sono attive.

Ma il vero punto di forza delle CER è la loro natura collaborativa e inclusiva. Le decisioni vengono prese in modo democratico, coinvolgendo tutti i membri della comunità e garantendo che i benefici siano equamente distribuiti. Questo modello contrasta con quello delle grandi aziende, che spesso privilegiano il profitto a discapito delle persone e dell’ambiente.

In Italia, le CER stanno guadagnando terreno e numerose iniziative sono già attive in varie regioni. Ad esempio, molte comunità hanno installato impianti fotovoltaici sui tetti degli edifici pubblici o su terreni inutilizzati, producendo energia pulita per uso proprio o per la rete nazionale. Inoltre, diverse cooperative energetiche offrono servizi di consulenza e supporto per chi desidera avviare un progetto di questo tipo.

Le comunità energetiche rinnovabili rappresentano una sfida al modello tradizionale dell’energia centralizzata e monopolistica, dimostrando che un approccio decentralizzato e partecipativo è possibile e vantaggioso per tutti. Sostenere e promuovere queste iniziative è essenziale per costruire un futuro più sostenibile e solidale per tutti.

Per questi motivi riteniamo necessario intraprendere iniziative per informare cittadini e cittadine sulle CER e soprattutto sollecitare e responsabilizzare gli enti locali, per primi i Comuni, a farsi promotori e sostenere iniziative che portino ai risultati auspicati, nell’interesse delle comunità e di tutta la cittadinanza.

MOZIONE PER FERMARE LE GUERRE E PROMUOVERE LA PACE DEL COMUNE DI VAIANO

Gruppo Consiliare Cambiare Insieme per Vaiano

OGGETTO: Presentazione ODG ai sensi dell’art. 18, comma 5 dello Statuto del Consiglio Comunale di Vaiano e ai sensi dell’art. 6 del Regolamento per il funzionamento del Consiglio Comunale

MOZIONE PER FERMARE LE GUERRE E PROMUOVERE LA PACE

Visto:

– l’Articolo 3 del Trattato dell’Unione Europea (ex Articolo 2 del Tue): 1. L’Unione si prefigge di promuovere la pace, i suoi valori e il benessere dei suoi popoli.

2. L’Unione offre ai suoi cittadini uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia senza frontiere interne, in cui sia assicurata la libera circolazione delle persone insieme a misure appropriate per quanto concerne i controlli alle frontiere esterne, l’asilo, l’immigrazione, la prevenzione della criminalità e la lotta contro quest’ultima.

3. L’Unione instaura un mercato interno. Si adopera per lo sviluppo sostenibile dell’Europa, basato su una crescita economica equilibrata e sulla stabilità dei prezzi, su un’economia sociale di mercato fortemente competitiva, che mira alla piena occupazione e al progresso sociale, e su un elevato livello di tutela e di miglioramento della qualità dell’ambiente. Essa promuove il progresso scientifico e tecnologico. L’Unione combatte l’esclusione sociale e le discriminazioni e promuove la giustizia e la protezione sociali, la parità tra donne e uomini, la solidarietà tra le generazioni e la tutela dei diritti del minore. Essa promuove la coesione economica, sociale e territoriale, e la solidarietà tra gli Stati membri. Essa rispetta la ricchezza della sua diversità culturale e linguistica e vigila sulla salvaguardia e sullo sviluppo del patrimonio culturale europeo.

4. L’Unione istituisce un’unione economica e monetaria la cui moneta è l’euro.

5. Nelle relazioni con il resto del mondo l’Unione afferma e promuove i suoi valori e interessi, contribuendo alla protezione dei suoi cittadini. Contribuisce alla pace, alla sicurezza, allo sviluppo sostenibile della Terra, alla solidarietà e al rispetto reciproco tra i popoli, al commercio libero ed equo, all’eliminazione della povertà e alla tutela dei diritti umani, in particolare dei diritti del minore, e alla rigorosa osservanza e allo sviluppo del diritto internazionale, in particolare al rispetto dei principi della Carta delle Nazioni Unite.

6. L’Unione persegue i suoi obiettivi con i mezzi appropriati, in ragione delle competenze che le sono attribuite nei trattati. – l’Articolo 11 della Costituzione Italiana: L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni; promuove e favorisce le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

Preso atto che:

– per 80 anni dalla Seconda guerra mondiale, con alterne e complicate vicende nel nostro continente Europeo, è stata salvaguardata la Pace con enormi vantaggi per la vita dei popoli; -lo scambio libero delle persone fra stati diversi, la riduzione degli armamenti e degli eserciti, ha reso possibile un forte sviluppo economico, tecnologico, culturale anche ben oltre i confini dell’Europa.

-questo è stato l’approccio dei popoli in una convivenza orientata allo spirito dell’Articolo 3 del Trattato dell’Unione Europea (ex Articolo 2 del TUE);

-differente è stato, però, l’approccio da parte della élite politica, economica e finanziaria che ha governato negli ultimi decenni l’Europa, come differenti sono state le scelte dei singoli Paesi Europei, in cui la politica dominante ha fatto un uso speculativo delle diversità, chiudendosi nel ghetto dei propri privilegi, delle condizioni di vita di una parte sempre più ristretta della popolazione creando divisioni e conflitti all’interno dei popoli;

– la globalizzazione liberista è fondata sulla denazionalizzazione dell’economia: la mondializzazione, nata e guidata da una serie di decisioni americane, ha fatto sì che l’impresa rompesse gli argini geografici, si liberasse dei compromessi sociali territoriali e sganciasse la propria attività dal governo nazionale. Il Capitale ha spostato la produzione nei paesi dove il lavoro costa meno senza vincoli e doveri e nello stesso tempo si è dotato di strumenti di governo, di indirizzo e di controllo. Fmi, Bmi, Nafta, Wto, Ocse, Bce sono i bracci esecutivi della globalizzazione, circoscrivono lo stato immateriale delle transnazionali, veri e propri Stati senza confini, Imprese-Stato. Il potere economico ha così le mani libere e la politica e la democrazia diventano subalterne all’economia.

Considerato che:

– ciò ha portato ad una diversa concezione dell’economia globale e a nuovi equilibri geopolitici;

-di fronte alla crisi economica e alla disoccupazione crescente le scelte operate dalla Banca Europea mostrano come la speculazione finanziaria sia diventata il vero controllore sociale: il sistema finanziario opera una vera e propria guerra sociale di classe puntando a imporre un preciso ordine al cui scopo crea uno stato permanente di instabilità;

-sul finire del secolo ricompare così la guerra – “guerra infinita”, “guerra umanitaria”, “guerra asimmetrica”: è lo strumento per creare una permanente destabilizzazione delle aree coinvolte ed uno stato perenne di paura, e nello stesso tempo per rimettere in moto l’economia. La progettualità politico-sociale e quella militare vanno perfettamente d’accordo. Prospera il più straordinario apparato di keynesismo militare: la guerra viene intesa come strumento per rimettere in moto l’economia. È perciò uno scenario in cui il militarismo svolge due funzioni essenziali, quella repressiva ed aggressiva da un lato ma anche quella economica dall’altro in quanto la guerra è usata come la continuazione dell’economia con altri mezzi.

Constatato che:

– in questo contesto oggi abbiamo alle porte dell’Europa due scenari di guerre. Tra l’Ucraina, supportata dalla NATO, l’AUKUS, l’UE ed altri e la Russia occupante delle regioni autoproclamatesi indipendenti dell’Ucraina dopo il colpo di stato del 2014, con enormi distruzioni materiali e migliaia di morti militari e civili;

– in Medio Oriente con lo scontro fra Israele e tutti i paesi dell’area, ma in particolare con l’azione dello stato israeliano dopo l’attentato di Hamas del 7 ottobre 2023 che, per ritorsione, sta portando avanti un genocidio, un massacro di ben oltre quarantamila morti di cui oltre quindicimila bambini,

-nella situazione Ucraina e in quella Palestinese, il nostro paese si è dimostrato acefalo e coinvolto militarmente in dispregio dell’Articolo 11 della Costituzione, rinunciando al ruolo riconosciuto a livello mondiale come portatore e mediatore di pace e senza una proposta di composizione del conflitto che faccia uscire da questo obbrobrio non voluto e respinto dalla maggioranza del nostro popolo;

-è molto preoccupante il fatto che, con la nuova finanziaria, il Governo italiano chiede di escludere le spese militari dal patto di stabilità dell’Unione Europea (perché si sceglie di farlo per le spese militari e non per la sanità o l’istruzione?).

PER QUANTO SOPRA IL GRUPPO CONSILIARE CAMBIARE INSIEME PER VAIANO

CHIEDE:

1) che il Governo italiano ed il Parlamento cessino immediatamente l’invio e/o la vendita di qualsiasi genere di armi in ogni focolaio di guerra come previsto dalla Legge 185/1990;

2) che il Consiglio Comunale di Vaiano interpretando il sentimento della popolazione faccia proprio il dettato dell’Articolo 11 della Costituzione, attivandosi per promuovere iniziative per valorizzare la pace e la convivenza fra i popoli;

3) di sollecitare altri soggetti istituzionali nel richiedere al Governo di interrompere l’invio di armi all’Ucraina e in Israele rispettando l’Art.11 della nostra Costituzione;

4) richiedere al Parlamento italiano di promuovere iniziative diplomatiche per cessare lo spargimento di vite umane e ogni altra iniziativa per fermare le guerre e giungere ad accordi;

5) di interrompere le relazioni diplomatiche con Israele per imporre le decisioni dell’ONU di immediata cessazione del genocidio e dell’esecuzione di quanto stabilito dal Tribunale Penale Internazionale circa l’arresto del primo ministro Israeliano e del Capo Hamas;

6) di demandare alla Sindaca Francesca Vivarelli di trasmettere il presente documento a tutte le istituzioni Nazionali, Regionali e locali, nonché provvedere alla pubblicazione del presente deliberato nelle pubbliche affissioni.

MOZIONE APPROVATA DAL CC DI VAIANO il 20 dicembre 2024 con l’astensione del gruppo Lista Vaianesi


Scarica da qui il documento originale.

I Comuni al voto in Toscana

Rete Toscana in Movimento associazione politica e culturale costituitasi nel 2021 per aggregare le persone, le associazioni e i movimenti che nelle dieci provincie toscane si sono impegnate nel corso degli anni a difendere ambiente e diritti, sanità pubblica, beni comuni, legalità, cultura della pace, lavoro e cittadinanza attiva,

appoggia e promuove le liste che si presentano alle amministrative del 8 e 9 giugno ’24 e che portavano avanti l’opposizione a scelte scellerate come la Multiutility, gli inceneritori obsoleti e dannosi, il depauperamento delle Apuane, l’opposizione al progetto devastante degli Assi Viari o della Terza Corsia, i vari progetti di smaltimento rifiuti che non tengono conto dei Pfas, non rispettando né la trasparenza, né la partecipazione della cittadinanza, al contempo proponendo progammi ed azioni a tutela dei cittadini e soprattutto del rispetto della sovranità popolare.

  • Sosteniamo Capannori Popolare a Capannori (Lucca), che include tra le candidature la nostra Alessandra Marconi, membro attivo del Direttivo della nostra associazione
  • Sosteniamo la bellissima progettualità della coalizione che propone Valentina Barale, Sindaca di Livorno con un’attenzione particolare per Aurora Trotta candidata di Livorno Popolare
  • Auguriamo la vittoria a Sonia Redini, candidata a sindaca di Bagno a Ripoli con la sua coalizione e la lista Cittadinanza Attiva
  • Sosteniamo Tommaso Chiti per la lista Alternativa per i beni Comuni a Prato con candidata Sindaca Paola Battaglieri

Le nostre proposte e programmi sono descritti nei nostri documenti che trovate qui: “Il Comune che vorrei” e “Manifesto – Appello 2024“

Siamo con queste realtà a cui auguriamo con grande forza la vittoria e crediamo nel sostegno, anche nei momenti post-elezioni, a queste liste che possono riportare la politica sulla strada della partecipazione.

Invitiamo quindi tutti a partecipare alla competizione elettorale del proprio territorio, a sostenere queste liste e a votare tutti i partiti e candidati che abbiano a cuore i temi da noi proposti, affermare la sovranità popolare, migliorare la politica locale e riportare le istituzioni verso i cittadini.

Qui trovi il documento PDF del comunicato