La pace non è un’opzione!

Elezioni europee 8-9 giugno 2024

L’8 e il 9 giugno 2024 nel nostro paese si terranno le elezioni per il rinnovo del parlamento europeo, che interessano milioni di cittadini.

Molti partiti partecipano con l’obiettivo, dichiarato, di voler portare in Europa istanze per migliorare la vita dei cittadini, ridurre le diseguaglianze, tutelare i diritti civili, creare più occupazione, far crescere economia e benessere.

Molti programmi hanno obiettivi, dichiarati, assai condivisibili: tutelare la sanità pubblica e i beni comuni, l’ambiente, ridurre la tassazione o imporre una vera progressività, difendere la scuola pubblica e promuovere l’istruzione e la ricerca scientifica.

Ma un solo tema è fondamentale, una sola cosa non è un’opzione: la pace. Progresso, prosperità, benessere sono possibili solo se regna la pace. Non c’è futuro, non c’è giustizia, non ci sono democrazia e libertà senza pace.

Senza pace, non c’è nient’altro che la guerra. Non ci sono la sanità pubblica, la scuola, il lavoro, la giustizia sociale se c’è la guerra.

La guerra ci circonda, dobbiamo fermarla. La guerra in Europa, in Ucraina, in Donbass deve finire, non va alimentata. La guerra a Gaza deve finire. Adesso. L’impegno per fermare queste guerre, per fermare le altre guerre vicine e lontane dall’Europa, per evitare che si propaghino, deve essere serio e costante. Ma non si ferma la guerra con la guerra: Gino Strada ci ricordava che “la guerra è il cancro dell’umanità, ognuno deve cercare l’antidoto per debellarla, ma la violenza non è la medicina giusta: non cura la malattia ma uccide il paziente.”

A chi conviene la guerra: ai pochi che ci guadagnano. A chi serve la pace: a tutti noi.

Noi siamo il paese nato dalle ceneri del disastro del fascismo dopo la seconda guerra mondiale, paese che ha scritto nella sua Costituzione che l’Italia ripudia la guerra. Questa parola è stata scelta dai costituenti perché esprime insieme il rifiuto e la condanna della guerra.

Se vogliamo dare un segnale politico forte, è importante partecipare e votare. Possiamo fare la differenza indicando chiaramente che vogliamo la pace.

Puoi scegliere un partito o una lista che metta chiaramente, nel suo programma politico, la pace come requisito. Puoi decidere di dare la preferenza a un candidato che dichiari di impegnarsi fino in fondo per la pace e la non violenza. Puoi fare molte scelte, fra diversi programmi ed idee politiche, ci sono più opzioni. Ma solo una non è una scelta, non può essere una scelta.

La pace non è un’opzione.

Chiedi con forza la pace, vota per la pace.


Qui trovi il documento PDF del comunicato di RTiM

Condividere, Cambiare, Costruire

Rete Toscana in Movimento organizza per il 31 gennaio 2024 alle 21.30  un incontro in video conferenza con movimenti, associazioni, comitati, cittadini e cittadine per dare concretezza alle idee che abbiamo in animo per contrastare la realtà politica che ci governa e che sta distruggendo l’impegno politico, sociale, culturale e civile che abbiamo costruito in decenni di impegno. 

Senza la diffusione della consapevolezza e della necessità di rianimare il senso civico e sociale in modo collettivo e reale, prima che questo paese e le collettività in cui viviamo, siano sovrastate dall’assuefazione alle guerre, al genocidio, alle ingiustizie, all’indifferenza, alle insopportabili disuguaglianze, alla mancanza di un lavoro dignitoso e retribuito, alla cura delle persone, alla cultura e all’istruzione dei nostri giovani e al loro futuro rischiamo l’implosione e una definitiva parcelluzzazione delle forze democratiche. 

Chi vorrà partecipare per dare la propria disponibilità a condividere un bisogno di cambiamento radicale, partendo dal rinnovo delle amministrazioni comunali del prossimo giugno, è pregato di confermare la partecipazione e chiedere il Link  all’indirizzo:  retetoscanainmovimento@gmail.com

Per ulteriori informazioni potete anche contattare il numero 3519009625 chiamando o inviando un messaggio.

Visita anche la nostra Pagina Facebook o la pagina dell’evento su FB

Manifesto – Appello 2024

Nel prossimo anno 2024 anche in Toscana saranno rinnovati moltissimi Consigli Comunali ed eletti altrettanti Sindaci.

Da alcuni decenni, in particolare negli ultimi 5 anni, i cittadini e cittadine della Toscana hanno potuto toccare con mano inabilità, incompetenza, e mancanza di proposte innovative nell’interesse delle comunità. La mancanza di azioni concrete a fronte dei cambiamenti economici, ambientali e sociali hanno allontanato la maggior parte delle cittadine e cittadini dalla partecipazione attiva nella propria comunità. L’inconsistente ruolo dei consigli comunali, la personalizzazione della figura sindaco, ha creato un’autarchia sostanziale nella gestione della cosa pubblica.

Manca la partecipazione, il confronto, la trasparenza

Ciò che vogliamo promuovere è un nuovo modo di fare politica nelle istituzioni locali, far sì che al centro dell’attività politica vengano messe le esigenze di cittadini e cittadine.

Per queste ragioni RTiM lancia un appello per costruire fin da ora aggregazioni per presentare liste elettorali nei comuni, dove ciò sarà possibile, per rovesciare il modo di operare dei Consigli Comunali e in particolare della carica di Sindaco: non più amministratore delegato tuttofare, ma portavoce esecutivo di tutti i cittadini. Questo sarà possibile se cittadini e cittadine desiderosi di fare, associazioni, comitati, movimenti si uniranno per essere loro stessi Consiglieri e Sindaci senza intermediari, senza appoggi interessati, e per scegliere direttamente in trasparenza e disponibilità altruistica.

Alla base di un fronte comune dovrà esserci la condivisione di principi e obiettivi:

  1. La cura dei propri cittadini in tutte le fasi della loro età eliminando la solitudine, la precarietà, le difficoltà sociali, abitative, economiche.
  2. Implementare le necessità per i servizi dell’infanzia allungando le aperture giornaliere per l’intero anno, il tempo pieno nelle scuole elementari e medie, organizzando un servizio adeguato nei periodi estivi con esperienze continue in cultura, sport, conoscenze e collaborazioni sociali.
  3. La gestione del territorio improntata al consumo zero, al ripristino del territorio, alla tutela ambientale, alla salvaguardia del patrimonio forestale di cui all’artt. 9 e 41 della Costituzione.
  4. Promuovere la conoscenza dei cambiamenti climatici, proporre e sostenere interventi sulla rigenerazione energetica, la riqualificazione abitative, le comunità energetiche.
  5. Il Comune esempio della tutela del lavoro: no alle esternalizzazioni, no ad appalti truccati da sub-appalti.
  6. Gestione interamente pubblica dei servizi fondamentali: acqua, rifiuti, risorse energetiche.
  7. Gestione della raccolta, smaltimento e recupero dei rifiuti ricondotta alla competenza diretta dei Comuni, perseguendo la strategia “Zero rifiuti”.
  8. Promuovere e sostenere attività commerciali e artigianali, in particolare nei piccoli centri storici, in simbiosi ad altre attività turistiche, culturali e agricole. Cura e fruibilità del territorio con abbattimento di barriere architettoniche, percorsi pedonali e ciclabili prioritari per il movimento sociale, per gli spostamenti quotidiani per lavoro ed attività normali.
  9. Sostenere l’inclusione dei nuovi cittadini con la conoscenza e interscambio delle tradizioni.
  10. Il Comune megafono dei suoi cittadini nel rivendicare scelte Regionali nell’interesse generale riguardanti la Sanità Pubblica ospedaliera e territoriale, l’istruzione superiore, la ricerca e l’innovazione, il trasporto pubblico e la mobilità, le infrastrutture e la salvaguardia del territorio.

Fatti sentire, partecipa! #retetoscanainmovimento

Chiama 346-7231199 manda una email o contattaci dal sito.

ARTICOLO 11 – L’ITALIA SI FACCIA PORTATRICE DI PACE IN UCRAINA

L’aggressione militare all’Ucraina da parte della Russia, viola il diritto internazionale, causa vittime civili, sconvolge le coscienze dei popoli europei. In queste ore convulse i governi di tutta Europa stanno commettendo l’errore di alimentare la guerra, annunciando aiuti militari, preparando interventi, finanziando missioni e minacciando sanzioni economiche autolesioniste.

Non bisogna alimentare la guerra ma farsi promotori di pace. L’articolo 11 della nostra Costituzione dice chiaramente che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. L’unica risposta alle minacce della guerra deve essere la diplomazia della pace.

Facciamo appello al Presidente del Consiglio Mario Draghi, nello spirito della Costituzione e del suo alto mandato morale, di intraprendere immediatamente una iniziativa autonoma per fermare la guerra proponendosi come interlocutore dei governi Russo e Ucraino.

Si offra quale garante della risoluzione della crisi per ottenere subito la pace, pur mantenendo il giusto rigore di ripudio dell’azione compiuta dal governo russo.

Chiediamo in sede europea ed internazionale, per fermare subito le azioni militari, di avviare un processo di pace.

RTiM, 28/02/2022

PNRR SANITA’: come impatterà sulla Toscana?

PNRR SANITA’: come impatterà sulla Toscana?

Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza finanzia la realizzazione delle case di comunità e degli ospedali di comunità che dovrebbero diventare protagonisti della riorganizzazione dell’assistenza territoriale. In realtà si aprono importanti incognite riguardo alla concreta realizzazione di questi presidi.

In primo luogo queste riguardano gli aspetti del personale e della gestione che rimane una criticità irrisolta. Il pericolo che vengano utilizzate risorse private per la gestione non è da sottovalutare: la possibilità che vengano coinvolti nella gestione operatori privati come diretti erogatori dei servizi necessari al funzionamento delle strutture o come cooperative o come enti del terzo settore non è questione da sottovalutare. Se questo avvenisse si tratterebbe di fatto di ulteriori forme di privatizzazione anche nella sanità territoriale, già avvenuta nella gestione delle RSA e nell’allocare a strutture private gli esami che non potevano essere effettuati a causa di un burn-out del sistema di visite ed esami. Subito accessibili in forma privata e intramoenia, ma con lunghe liste di attesa nel pubblico

La tendenza all’invecchiamento della popolazione italiana, documentata sia dall’ Istat che da fonti del Ministero della Saluta implica la sempre maggiore diffusione di malattie croniche e del conseguente aumento della necessità di cure costanti oltre all’aumento di nuclei familiari costituiti da persone anziane che vivono da sole di persone che vivono sole. Questa tendenza generale comporterà un acuirsi delle diseguaglianze sociali con ricadute anche territoriali, non solo regionali ma anche provinciali e comunali all’interno anche della nostra regione.

I rappresentanti della giunta regionale PD della Toscana in dichiarazioni pubbliche hanno spiegato come verranno impiegati i fondi del PNRR per la Sanità e come impatteranno sulla sanità territoriale. Il Governatore della regione ha dichiarato a gennaio 2022 che i fondi PNRR previsti per la Toscana, sulla base delle dichiarazioni del Governatore della Regione, ammonterebbero a 104,2 milioni di euro per le case di comunità, 56,8 milioni per gli ospedali di comunità, 12,5 milioni per le centrali operative territoriali, per un totale di 173,5 milioni. A questi vanno aggiunti i 20 milioni già deliberati di fondo regionale complementare, per un totale di 193,5 milioni. Solo un mese prima, a dicembre 2021, l’assessore regionale alla salute e sanità della Giunta parlava di un’assegnazione provvisoria di 450 milioni di euro. Una notevole differenza alla fine tra il previsto e l’assegnato.

Qual è il piano per la collocazione delle strutture che il PNRR va a finanziare? Esiste un coordinamento tra Comuni e i loro Sindaci per concordare i bisogni del territorio e condividere le soluzioni? L’Assessore con delega a Salute e Sanità cosa ci racconta, a parte sperare in fondi che ci sono stati dimezzati più del 50% sui desiderata?

La sanità toscana impoverita e resa sempre meno efficiente dall’implementazione della riforma sanitata attuata dalla Legge Regionale. 84 del 29.12.2015, che oltre a ridurre le ASL da 12 a 3, ha passato ai privati “in via sperimentale”, ma in continuo aumento, molti dei servizi basilari per la salute della popolazione, con la pandemia ha visto aumentare il passaggio di servizi agli enti privati. Gli ospedali di intensità di cura con le loro numerose sale operatorie sotto utilizzate e le operazioni, non solo di routine, passate a cliniche private, con i pronto soccorsi in affanno, con il personale oberato e in forte stress per i turni continui, che speranze ha di risollevarsi con i fondi del PNRR, se non c’è un piano regionale concreto, complessivo, ma dettagliato? MANTENERE ALTA L’ATTENZIONE E L’IMPEGNO PER DIFENDERE E ASSICURARE EFFICIENZA A QUELLA SANITA’ PUBBLICA, ISTITUITA DALLA LEGGE 833 DEL 1978. ADEGUARLA, RINNOVARLA MA NON TRADENDONE LO SPIRITO COME HA FATTO CHI HA GOVERNATO LA TOSCANA IN QUESTI ULTIMI DECENNI

Bibliografia:
– www.quotidianosanita.it/stampa_articolo.php?articolo_id=46413
– www.intoscana.it/it/articolo/sanita-territoriale-200-milioni-dal-pnrr-per-case-e-ospedali-di-comunita/
– www.gonews.it/2021/12/14/pnrr-lassessore-bezzini-in-commissione-europa-lobiettivo-sono-450milioni-per-la-sanita-toscana/

Vogliamo una donna Presidente della Repubblica Italiana

A febbraio del 2022 termina il mandato del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Le fibrillazioni dei partiti e dei gruppi parlamentari sulle ipotesi di possibili candidature mostrano la fragilità di una classe politica scadente che si ritrova in un governo tenuto insieme dal collante degli interessi di partito e dai personalismi dei vari leader, oltre che dai finanziamenti europei.

L’incapacità di cogliere il sentire dei cittadini e delle cittadine si esprime in una politica inconsistente e frammentaria sulle importanti scelte economiche, sociali ed ecologiche, ma anche su un dibattito per la futura Presidenza che ruota prevalentemente attorno al nome di Draghi, con dubbie deviazioni verso altri candidati estemporanei o l’irrealistica conferma dell’attuale Presidente, che ha con determinazione rifiutato la rielezione.

Noi di RTiM, Rete Toscana in Movimento, riteniamo che il nostro paese, l’Italia Repubblicana, nata dalla Resistenza e dai sacrifici e l’impegno di donne e uomini che ne hanno fatto la storia, abbia espresso e continui a esprimere personalità di rilievo per capacità, cultura, esperienze e ideali di vita, che sarebbero in grado di ricoprire con onore la carica di Presidente.

La discriminante che ha percorso gli oltre 70 anni della storia repubblicana è stata la scelta patriarcale per i ruoli di maggiore responsabilità pubblica ed istituzionali.

Riteniamo che sia giunto il momento di una donna Presidente della Repubblica.

Invitiamo quindi cittadine e cittadini a spronare con determinazione i partiti e i gruppi politici al governo, i deputati e i senatori che siedono in Parlamento, i gruppi e partiti politici extra parlamentari, le Istituzioni Regionali e Locali a richiedere una precisa scelta politica: l’elezione di una donna alla Presidenza della Repubblica Italiana.

Nella certezza che i cittadini e le cittadine del nostro paese siano più inclusivi e aperti ai cambiamenti rispetto alla classe politica che ci governa, auspichiamo un’ampia partecipazione a questa petizione indirizzata ai Gruppi Parlamentari, ai Partiti, alle Regioni.

È arrivata l’ora di rivendicare nel concreto il superamento della disparità di genere.

La petizione può essere sottoscritta sulla piattaforma change.org


Qui puoi vedere il documento originale

LA VERGOGNA DELLA PROPOSTA FISCALE VARATA DAL GOVERNO DRAGHI CON L’ACCORDO DI TUTTI.

SI, UNA VERGOGNA, UN’OFFESA AI LAVORATORI, PENSIONATI, PRECARI, GIOVANI, PICCOLE ATTIVITA’.

SI, È UNA VERGOGNA SENTIRE LA “CRISTIANA MELONI” E IL “FRATE SALVINI” DI VOLER TOGLIERE IL REDDITO DI CITTADINANZA PER DIMINUIRE A IMPRESE A CHI HA DI PIU’.  Ma chi non ha lavoro e reddito?????? 

IL DETTO “TANTO PAGA PANTALONE “ è un proverbio vero, reale.

Si riferisce a coloro che gestiscono le risorse pubbliche, che in generale vengono spese malamente, a volte sperperate, ma si riferisce anche a chi NON PAGA LE TASSE, a chi le ELUDE, a chi porta i propri capitali alle Isole Cayman, a chi iscrive le proprie aziende, i propri beni, i propri yacht, nei paesi che aiutano l’elusione, ma……. usufruiscono dei servizi sociali QUI, dove abitano, gratuitamente.

PANTALONE sarebbe lo stato, che incassa i soldi da chi paga le tasse. E chi paga le tasse? Da sempre e sempre in misura maggiore: lavoratori, pensionati, operatori che non possono forzatamente evadere, tante persone di categorie sociali diverse genere che, per correttezza, per senso civico, per responsabilità, compiono il proprio dovere.

UNA DISCRETA PARTE DI CITTADINI, LIBERI PROFESSIONISTI, ARTIGIANI E COMMERCIANTI, INTERMEDIARI, SOCIETA’ FINANZIARIE, MULTINAZIONALI, EVADONO ANNUALMENTE, TUTTI GLI ANNI, QUALCOSA PIU’ DI UN CENTIANIO DI MILIARDI.

I più tartassati sono i redditi più bassi, perché sono tanti, perché sono abituati a saper fare con poco, perché nessuno li difende. Mi riferisco a POLITICI, ORGANIZZAZIONI SINDACALI, ORGANIZZAZIONI DI SETTORIALI.

Parlare della riduzione delle tasse è semplice e fa comodo. I PARTITI E PARTITINI DELLA DESTRA: LEGA DI SALVINI, FORZA ITALIA di BERLUSCONI, F.LLI D’ITALIA DELLA MELONI, Auspicano la flat-tax. – UN ‘OBBROBRIO L’opposto di quanto è scritto e previsto nella Costituzione.” La tassazione deve essere proporzionale al reddito posseduto”.        

I partiti della pseudo-Sinistra, e anche i Sindacati, hanno guardato al ceto medio e strizzato gli occhi al ceto politico manageriale riducendo via via la scaletta delle aliquote.

È STATA LA STRADA MAESTRA PER LE DISUGUAGLIANZE CRESCENTI DEGLI ULTIMI 35 ANNI.  ARRETRAMENTO CRESCENTE SU TUTTI I FRONTI. DIRITTI CIVILI, DIRITTI SINDACALI, DIRITTI DI STUDIO, DIRITTI ALLA SALUTE…DIRITTI ALL’EVASIONE, DIRITTI ALL’ELUSIONE, DIRITTI AI CONDONI, DIRITTI AI MAFIOSI, DIRITTI ALL’INGIUSTIZIA, DIRITTO ALLA POVERTA’ ALLA DISPERAZIONE, ALLA FRANTUMAZIONE IDEALE E MORALE DELLA SOCIETA’.

Vediamo con i numeri, con la semplicità e chiarezza che dovrebbe essere la regola, comprensibile per tutti. L’escalation anticostituzionale della progressività fiscale parte dalla riforma generale del 1974, quando, in piena prima repubblica, le tasse venivano pagate costituzionalmente in modo progressivo. I redditi erano scaglionati in 32 aliquote, partendo da zero a 2 milioni di Lire, attuali € 1032,91 con aliquota al 10%, seguivano 6 scaglioni con la percentuale che saliva di 3 punti, a seguire 3 scaglioni con aliquota cha saliva con 2 punti, e poi 5 scaglioni con 1 punto percentuale e infine 17 con 2 punti percentuale. Il reddito seguiva una diversa progressione aumentando fra gli scaglioni.

Nel 1988, la così detta Prima Repubblica viene sopravanzata dall’illuminismo della globalizzazione, gli scaglioni da 32 passano a 9 e nell’anno successivo a 7. Passano 10 anni, 1999, e siamo alle soglie dell’Euro, e gli scaglioni passano agli attuali 5. Con le conseguenze che sono state evidenziate sopra, con le pronunce della Corte Costituzionale che ha ribadito la regola Costituzionale della progressività, il Governo dei migliori “imbroglioni”, ha pensato di ridurre le aliquote a 4. Il distorto irrazionale ragionamento che siccome i ricchi sono meno dei poveri, non ha senso che paghino più tasse.

QUINDI LE TASSE LE PAGHINO QUELLE CATEGORIE DELLA SOCIETA’ CHE SONO LE PIU’ NUMEROSE. 

Ed è stato progressivamente così.

Facciamo un esempio pratico, rapportando il costo reale della vita di ieri al tempo ed aliquote di oggi. Nel 1969 il primo stipendio nelle FS fu di circa 96.000 lire. Abitavo a Falconara con moglie e la bimba di un anno, in affitto. Le entrate annuali ammontavano a circa 1.300.000 (1 milione trecentomila/anno).

In euro circa 672 €.  Con le aliquote del 1974 tasse IRPEF di 67 €.

Con aliquote del 2020 avrei pagato 155 € ovvero oltre il doppio (+230%), con le nuove aliquote proposte sarebbero sempre € 155.

Facciamo l’altro esempio, di uno stipendio di 20 milioni/anno, sempre al 1974, corrispondente a € 10.329, con le aliquote 1974 l’Irpef sarebbe stato di € 2799.

Con le aliquote 2020 € 2375, con le aliquote proposte per il 2022 sempre € 2375, ovvero € 424 in meno pari al 15% circa.

La conclusione e valutazioni ognuno le può trarre per proprio conto.

Le tasse devono essere pagate in modo giusto e progressivo, da tutti, per garantire a tutti i servizi fondamentali di una società civile, altruista e solidale.

Per chi vuole fare altre ricerche o calcoli trova il materiale ed il link sottostante.

(M.P. per RTiM)

https://www.contralegem.it/aliquote-scaglioni-irpef/    ( lira/euro 1936.27)

http://rivaluta.istat.it:8080/Rivaluta/

Da EuroA EuroDa LireA LireAliquota
01032,910 £2.000.000 £10,00%
1032,911549,372.000.001 £3.000.000 £13,00%
1549,372065,833.000.001 £4.000.000 £16,00%
2065,832582,284.000.001 £5.000.000 £19,00%
2582,293098,745.000.001 £6.000.000 £22,00%
3098,743615,26.000.001 £7.000.000 £25,00%
3615,24131,667.000.001 £8.000.000 £27,00%
4131,664648,118.000.001 £9.000.000 £29,00%
4648,115164,579.000.001 £10.000.000 £31,00%
5164,576197,4810.000.001 £12.000.000 £32,00%
6197,487230,412.000.001 £14.000.000 £33,00%
7230,48263,3114.000.001 £16.000.000 £34,00%
8263,319296,2216.000.001 £18.000.000 £35,00%
9296,2210329,1418.000.001 £20.000.000 £36,00%
10329,1412911,4220.000.001 £25.000.000 £38,00%
12911,4215493,7125.000.001 £30.000.000 £40,00%
15493,7120658,2830.000.001 £40.000.000 £42,00%
20658,2825822,8440.000.001 £50.000.000 £44,00%
25822,8530987,4150.000.001 £60.000.000 £46,00%
30987,4141316,5560.000.001 £80.000.000 £48,00%
41316,5551645,6980.000.001 £100.000.000 £50,00%
51645,6964557,11100.000.001 £125.000.000 £52,00%
64557,1177468,53125.000.001 £150.000.000 £54,00%
77468,5490379,96150.000.001 £175.000.000 £56,00%
90379,96103291,38175.000.001 £200.000.000 £58,00%
103291,38129114,22200.000.001 £250.000.000 £60,00%
129114,23154937,07250.000.001 £300.000.000 £62,00%
154937,07180759,91300.000.001 £350.000.000 £64,00%
180759,92206582,76350.000.001 £400.000.000 £66,00%
206582,76232405,6400.000.001 £450.000.000 £68,00%
232405,61258228,45450.000.001 £500.000.000 £70,00%
258228,45In su500.000.001 £In su72,00%
Scaglioni aliquote IRPEF 1974

Cave delle Apuane e acqua potabile (l’incompatibilità fintamente ignorata)

Il tema delle Cave nel bacino delle Apuane è stato ben sviscerato. Quali siano i danni al sistema di accumulo di acque potabili è palese. L’inquinamento delle stesse falde è altrettanto comprovato.

Lo sfondo a questa drammatica situazione ambientale (basta guardare il Docufilm “Antropocene”) è la situazione normativa che è ormai farsa.

I coltivatori di cava (si chiamano proprio così) si appellano alle Leggi Estensi che garantiscono loro una serie di prelazioni; la Repubblica Italiana “balbetta” contromisure legislative (eppure la normativa è chiara, così come le sue applicazioni) in relazione al divieto di aprire o riaprire cave sopra una certa altitudine; la Regione Toscana ammicca ai coltivatori, cercando di fare apparire Norme teoricamente vincolanti ma, di fatto, ulteriormente orientate allo sfruttamento senza fine dell’intero bacino marmifero.

Nel frattempo l’occupazione nel settore, negli ultimi trenta anni, si è ridotta del 75%. La tecnologia ha accelerato, aumentandolo in modo abnorme, il  materiale escavato.

Nel contempo l’Europa, con la Direttiva Bolkenstein (2006), adottata dall’Italia nel 2010, imponeva la messa a bando e gara, le concessioni demaniali alla scadenza. Mentre alcuni coltivatori di cava contestano che la concessione ottenuta è centennale e dunque bisogna aspettare che scada.

E mentre si dibatte su ogni cavillo e si trova ogni escamotage per procrastinare l’impegno ad affrontare il danno ambientale indiscutibile, palese, atroce, le montagne subiscono un’ulteriore e aumentata aggressione, l’acqua è sempre più inquinata e ridotta di quantità.

E la Regione Toscana cieca e sorda che fa? Progetta una “Autostrada dell’Acqua per convogliare l’acqua potabile delle Apuane a Livorno (non ce ne vogliano i livornesi) con una tubazione che correrà a qualche centinaia di metri dalla battigia, sott’acqua, dalle Apuane a Livorno.

Ci chiediamo se chi governa la nostra regione si riappacificherà mai con il proprio cervello e progetterà cose che abbiano senso e la smetta alla fine di investire denaro con l’unico scopo di aumentare le relazioni clientelari.

Le cave devono essere chiuse. Deve essere avviato un processo di riduzione drastica, in tempi brevi, della escavazione e le Amministrazioni locali e regionali devono programmare una residuale attività estrattiva per non perdere le competenze cumulate nei secoli, ma che oggi la tecnologia ha trasformato in puro annientamento del patrimonio naturale rimasto.