L’ Associazione RTiM, sempre per stimolare delle semplici riflessioni affronta con il secondo Post il difficile rapporto fra individualità e coalizioni, partendo dalle Elezioni Regionali 2025, ma con la prospettiva delle Elezioni Politiche del 2027.
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2°-Le bandierine da sole non contano. Chi e come farsi carico di unire?
L’art. 1 e l’art. 48 della Costituzione stabiliscono che la “sovranità appartiene popolo” che la esercita con “il voto che è personale ed eguale, libero e segreto.”
Per garantire le disposizioni, ma soprattutto lo spirito della Costituzione, i legislatori e padri della Costituzione, adottarono come sistema elettorale il “proporzionale puro”.
Unica modalità per garantire a tutti i cittadini e cittadine lo stesso valore e peso del voto, il diritto di associarsi liberamente in partiti per concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale, di cui agli artt.48 e 49.
Il sistema parlamentare della nostra Repubblica ha garantito una larga partecipazione di cittadini e cittadine organizzati per attuare lo spirito della Costituzione, ovvero trovare la più alta mediazione nell’attuazione dei principi Costituzionali salvaguardando l’unità Repubblicana fra tutte le componenti sociali.
La complessità storica seguita alla Seconda guerra mondiale, sul piano interno, e in particolare sul piano internazionale, ha reso possibile una crescita economica e sociale elevata e la realizzazione di riforme importanti. Dall’ unificazione della scuola dell’obbligo gratuita, lo Statuto dei lavoratori, il Servizio Sanitario Nazionale, la Progressività Fiscale e molte altre, animando complessivamente una cultura della solidarietà, della pace, del mutuo soccorso, delle associazioni sportive e culturali. Una società regolata dal principio sostanziale dell’uguaglianza.
Parte di queste regole fondamentali sono cambiate sotto spinte esterne e sostenute da gruppi lobbistici, gruppi finanziari internazionali, odiosi, egocentrici e soprattutto invasi dalla brama di un potere sempre più ampio, con lo scopo di sfruttare il lavoro a discapito delle condizioni di vita dei cittadini.
Dagli anni 1990 sono stati promossi valori regressivi, il denaro facile, l’individualismo sfrenato, la compressione della partecipazione e dei diritti, la personalizzazione della politica, l’occupazione delle istituzioni, la creazione di sovrastrutture esterne e fuori dal controllo democratico, per il controllo clientelare/elettorale, la privatizzazione di parti importanti dell’economia e dei servizi, la comunicazione asservita, lo svuotamento politico delle assemblee elettive, l’eliminazione di ogni forma di partecipazione reale dei cittadini nelle scelte politiche importanti. Dalle circoscrizioni, ai consigli di quartiere, siamo passati allo svuotamento delle Assemblee elettive, alla nullità delle Province, alle Città metropolitane con il conseguente e forte accentramento decisionale.
Tutto questo grazie a leggi elettorali incompatibili con la democrazia e l’impostazione repubblicana della Costituzione.
IL SISTEMA MAGGIORITARIO, IL PREMIO DI MAGGIORANZA, L’ANNIENTAMENTO DELLE MINORANZE TRAMITE I QUORUM IMPOSSIBILI, LE REGOLE DI PARTECIPAZIONE ALLE COMPETIZIONI ELETTORALI CHE RENDONO COMPLICATO L’ASSOLVIMENTO BUROCRATICO PER I MOVIMENTI MENO ORGANIZZATI E GARANTITI, HANNO FATTO SÌ CHE COMUNI E REGIONI SIANO DIVENTATI DEGLI PSEODO-PROTETTORATI, GOVERNATI DA SODALIZI POLITICO ECONOMICI.
La disgregazione sociale, la decadenza valoriale e il senso civico, lo svilimento dei rapporti interpersonali, il senso dell’unità nazionale e patriottica sono venuti meno. Ciò ha spinto cittadini e cittadine alla costituzione di tantissime associazioni per problematiche settoriali, alla nascita di piccoli partiti e movimenti che, insieme ai resti del passato non incidono se non raramente e parzialmente alla salvaguardia degli interessi sociali.
I partiti e movimenti politici con finalità progressiste, restano relegati alle proprie certezze come uniche e possibili e incontaminabili.
Il vizio della sinistra di dividersi vuole essere una dimostrazione di libertà? Forse c’è un equivoco, fra libertà di fare politica e la necessità dei numeri per poter governare.
La politica deve adattarsi alle varie situazioni, altrimenti si crea immobilismo.
OGGI DOBBIAMO PRENDERE ATTO CHE PER ROVESCIARE IL POTERE COSTITUITO, COSÌ COM’È, L’UNICA POSSIBILITÀ È SCONFIGGERLO SUL TERRENO DELLE REGOLE CHE HA INTRODOTTO PER TUTELARSI.
Deve essere convinzione di tutte le componenti la necessità oggettiva di trovare punti comuni di lotta politica, senza rinunciare ai propri ideali e sentimenti.
Abbiamo già detto che la società è frammentata e disattivata dal ruolo che la Costituzione ha assegnato a ogni individuo uomo e donna. Viene mossa dalla strategia COMUNICATIVA delle classi dominanti ormai a livello mondiale ed Europeo. L’Agenzia Americana USAID (United States Agency for International Development), nata con lo scopo di contrastare l’influenza dell’Unione Sovietica nel 1961, andata avanti fino al 2025 quando Trump l’ha chiusa per risparmiare circa 60 miliardi anno e licenziare 2000 dipendenti per controllare una ramificazione in tutto il mondo con migliaia di ONG nei vari settori e…nell’informazione stampata, social e TV.
L’Europa in modo spudorato ogni anno finanzia con milioni di € giornali europei e italiani per veicolare tramite l’informazione fake news, creare il nemico, in modo da far credere fatti e avvenimenti non veri e giustificare il riarmo e il genocidio di Gaza.
Anche questo ha contribuito a far si che il 50% dei cittadini non si occupino più di politica, e ne siano disgustati e sfiduciati consentendo così governi minoritari rispetto agli elettori totali.
Nessun partito da solo può pensare di ribaltare questa consolidata situazione. Non lo può fare il Partito Democratico, né il Movimento 5 Stelle, e nemmeno AVS, meno ancora Rifondazione Comunista, o la quindicina di partitini che si rifanno al comunismo.
Riteniamo che sia necessario che i partiti del campo progressista si facciano carico l’un l’altro di ricercare contatti con i vari gruppi e aggregazioni sociali.
Questo sarà possibile se tutte le realtà politiche, uscendo dai loro ambiti, sentiranno la necessità e capiranno la convenienza di cercarsi, di offrire agli altri dei punti comuni, senza nessuna condizione di vincolo o preclusione.
Sarà il confronto non occasionale su un blocco di valori comuni, obbligatori per tutti, lasciando da parte gli aspetti divisivi, a determinare finalità e percorsi per raggiungere gli obiettivi, una condivisione durevole per acquisire credibilità da parte dei cittadini e cittadine ora assenti.
Fiducia nei cittadini/e, credibilità, etica, morale, valori, vanno di pari passo con il consenso.
PROSPETTARE UN RITORNO ALLA DEMOCRAZIA COSTITUZIONALE PARTENDO DALLA LEGGE ELETTORALE PROPORZIONALE NEL SEGNO E CON IL CUORE GIÀ INSERITO NELLE NORME DELLA COSTITUZIONE.
RTiM 28/9/2025
m. p.