Monte dei Paschi rimanga pubblico

Dietro la foglia di fico delle direttive europee il governo insiste per la privatizzazione del Monte dei Paschi di Siena. Ma in Italia c’è bisogno di un Istituto di credito pubblico che sia radicato sul territorio, che aiuti le famiglie e le piccole e medie imprese, che favorisca l’imprenditoria giovanile e innovativa, che sostenga la trasformazione ecologica dell’economia. La trasformazione degli istituti di credito di dirtitto pubblico in Spa ha dimostrato che l’unico obiettivo era puramente ideologico, quello di consegnare tutto il mercato del credito ai privati. Per la collettività con c’è stato nessun beneficio. Eppure tante volte il Monte dei Paschi aveva aiutato lo Stato rilevando banche in crisi, in tante parti del paese.
Oggi la soluzione è solo quella di sospendere il processo di privatizzazione, ripristinare un rapporto sostanziale con il territorio e togliere la banca da un sistema in cui conta solo produrre profitti per il capitale finanziario.
Del resto in parecchi paesi europei banche pubbliche convivono con il sistema delle banche private e costituiscono una sistema importante di sostegno alle politiche dello stato e delle regioni. Non si capisce perchè in Italia ciò non sia possibile.
Certo che la politica neoliberista ha fatto danni incalcolabili al Monte dei Paschi, alla Toscana e a Siena. La mania di grandezza, l’impreparazione e la sudditanza ai poteri romani di una classe di amministratori improvvidamente messi a dirigere una struttura tanto più grande delle loro capacità ha fatto sì che venissero messe in atto scelte avventuristiche di acquisto a prezzi esorbitanti di banche decotte e politiche di erogazione del credito a favore di imprenditori ammanigliati con la politica che nulla avevano a che vedere con l’imprenditoria sana.
Tutto questi si è tradotto con la perdita di decine di miliardi di euro da parte della comunità senese e toscana e da parte dello stato.
Ma la medicina non sta nello spingere più avanti il processo di privatizzazione, magari con la consegna al capitale straniero della banca più antica del mondo. Mario Draghi telefoni alla Von der Layern e gli dica che il Monte dei Paschi deve rimanere pubblico. Dall’alto della sua autorevolezza non avrà difficoltà a convincerla. Del resto molte banche in Germania sono controllate dalle Regioni e nessuno ne chiede la privatizzazione.
E poi si ricomincino a nominare amministratori seri, di concerto tra stato e sistema dei poteri locali della Toscana, facendo uno sforzo per tornare alle origini: ad una banca prudente, attenta a far tornare i conti, capace di aiutare davvero l’economia del territori e se possibile a distribuire di nuovo utili per le finalità per le quali nacquero le Fondazioni bancarie, di cui quella del MPS potrebbe tornare ad avere un ruolo anche all’interno della banca.

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